Merkel SR1 Basic - Attrezzature - Ars Venandi

Merkel SR1 Basic

merkel1-1Tanti anni fa, quando venatoriamente parlando compivo i primi passi, Browning e Breda erano sinonimi di fucile semiautomatico (dalle mie parti ne giravano a centinaia sia in calibro dodici sia in calibro sedici), le doppiette erano tutte Beretta, Bernardelli o FIAS- Sabatti e chi menzionava la parola Merkel lo faceva per riferirsi ai fucili sovrapposti di pregio. Negli anni sessanta – settanta, nel centro Italia se un cacciatore era intenzionato ad acquistare un bel sovrapposto, andava da Casciano, da Garcia, alla Pizzarda, da Bonvicini, da Zucchi o da Frinchillucci ed immancabilmente ordinava un Merkel. Ne è passato di tempo da allora, ed oggi la prestigiosa casa di Suhl (Germania) è divenuta famosa anche per avere in catalogo una nutrita serie di splendide armi che vanno dal mitico sovrapposto, dai classici rinforzi a “pipa” e dall’astina smontabile in tre pezzi, ai drilling, agli express, alle carabine bolt action, alle straight pull ed anche alle semiautomatiche. Ebbene sì, ormai esclusa la Mauser, la Blaser e la Heym, tutte le maggiori ditte produttrici di armi tedesche si sono cimentate nella costruzione di armi rigate specifiche per la caccia in battuta e la semiautomatica, secondo Merkel, si chiama SR1. Stando ai bene informati, la sigla S dovrebbe stare per semiauto, R per Rifle ed 1 per primo modello. La Merkel SR1 rientra nella categoria di carabina da caccia con funzionamento semiautomatico a recupero di gas, con caratteristiche simili a molte altre. Di recentissima uscita è il modello Basic in configurazione classica con la canna avvitata alla culatta monopezzo, ma i primi modelli di SR1 erano delle vere e proprie carabine Take Down multicalibro, che si potevano facilmente scomporre in due singole parti ed essere trasportate comodamente nello zaino. Non stiamo qui ad elencare pregi e difetti di una carabina semiautomatica, né tanto meno se venga considerata etica o poco sportiva, ma è innegabile che la stragrande maggioranza dei cacciatori di tutto il mondo praticano, e vogliono continuare a praticare, le cacce in battuta (specialmente al cinghiale) con una buona carabina che permetta di sparare più colpi in rapida successione. La semiautomatica Merkel non è scaturita da un attento studio pratico perché in fin dei conti si colloca praticamente nel mezzo tra la nostrana Benelli ARGO e la sua connazionale Heckler & Koch SLB 2000 oltre ad un pizzico d’ispirazione alla mamma di tutte le semiauto: la vecchia Browning BAR. Quindi, viste le affinità della SR1 con le altre armi della stessa categoria, credo che nessuno a Shul si sia illuso di costruire una carabina che avrebbe rivoluzionato il mondo delle semiauto, ma di collocare il marchio Merkel in un interessante settore di mercato. La SR1 è fondamentalmente un’ottima arma da caccia, nient’altro, che come tutte le armi teutoniche garantisce sicurezza, affidabilità, precisione e durata. E’ discretamente bella da vedere e sempre grazie all’impegno dell’importatore Bignami, viene offerta in una nutrita gamma di caricamenti incluso “l’incompreso” 8 x 57 JS Mauser, forse uno tra i migliori calibri per la caccia alla media selvaggina in terreno coperto. La nuova  Merkel SR1 si distingue per una sobrietà che rasenta l’estremo, niente di superfluo, solo l’essenziale. Mire, sicura al grilletto, caricatore amovibile, Cut Off, magliette portacinghia semplicissime, nient’altro e al giusto prezzo. La SR1 è una carabina da caccia nata per i cacciatori che desiderano un’arma che sia alla stregua di un attrezzo di lavoro, ma tutti gli stadi di lavorazione e la selezione dei materiali sono stati comunque rigorosamente monitorati. Gli acciai impiegati per la costruzione delle canne sono esclusivamente della più alta qualità, per mantenere costante la tradizione avviata nell’immediato dopoguerra dalla famosa Casa Madre. Le carabine SR1 sono proposte in quattro versioni: Basic, Premium, Keiler Golg e Jagd che ovviamente differiscono tra loro per qualità dei legni e gradi di finitura. Tutti i modelli possono essere forniti con bindella da battuta o tacca su rampa con riferimenti ad alta visibilità, che consentono una collimazione immediata con il mirino regolabile in fibra ottica rossa. La carcassa delle SR1 è in lega d’alluminio ad alta resistenza, di derivazione aerospaziale con trattamento di anodizzazione protettiva. E’ scomponibile in due parti e l’unione del guscio superiore con la parte inferiore che sostiene il gruppo scatto avviene tramite un perno passante con testa a brugola. Il disegno del castello è frutto di un’accurata progettazione ed è ovviamente predisposto per il montaggio di un’ottica da mira tradizionale o di un sistema di puntamento a dot luminoso. Non abbiamo capito perché alla Merkel abbiano deciso di forare il castello con una nuova dima, quando per comodità avrebbero potuto utilizzare le stesse misure della HK SLB 2000. Cosa che hanno fatto sia la Benelli per la sua ARGO sia la Winchester per la Vulcan avvalendosi delle stesse misure del castello della Browning BAR. Il carrello-otturatore è costituito da un guscio in acciaio che racchiude la testina rotante dell’otturatore a sei tenoni posti su due file che vanno a impegnarsi nei rispettivi recessi all’interno della canna. L’estrattore a unghia e l’espulsore a doppio pistoncino garantiscono un’affidabilità assoluta con qualsiasi tipo di munizione utilizzata. Il caricatore amovibile è a pacchetto bifilare, molto ben fatto e sicuro in fase di alimentazione, è realizzato in metallo e materiale plastico ed è sganciabile mediante un comodo pulsante posto all’interno del ponticello del grilletto, in una posizione molto simile a quella della HK 770. Il pacchetto di scatto alloggia in un supporto di materiale plastico, il grilletto scatta preciso senza incertezze o precorsa, con peso dichiarato dalla Casa in circa 1.300 grammi. La canna, in acciaio speciale, è rotomartellata a freddo e sottoposta a trattamenti stabilizzanti per tensioni e dilatazioni. Ha come soli punti di contatto le due viti di attacco all’astina e alla valvola della presa di gas. Il semiautomatismo della SR1 è concettualmente molto semplice e preciso; la valvola di uscita dei gas è posta sotto la canna in corrispondenza della punta dell’astina in posizione avanzata, in modo da sfruttare gas più freddi spinti a pressione minore. Allo sparo, i gas generati vengono convogliati in uscita con direzione parallela e opposta alla volata della canna, in modo da spingere violentemente indietro il pistone a corsa breve che colpisce il contrappeso scorrevole cui sono fissate le due aste di armamento laterali, le cui estremità opposte sono collegate al carrello portaotturatore; questo arresta, costringendo per mezzo di un profilo a camme, la rotazione dell’otturatore, che svincola le proprie alette di chiusura. L’otturatore, quindi, estrae il bossolo e lo espelle e sotto la molla di recupero preleva una nuova cartuccia, la spinge in canna e procede alla chiusura mediante la rotazione di ritorno dei sei ramponi che s’impegnano negli appositi recessi della canna. Il tutto con tolleranze infinitesimali degne di ogni prodotto a marchio Merkel. Calcio e astina sono realizzati in noce europeo con differente livello di qualità a seconda delle versioni. I legni sono sottoposti a lavorazioni abbastanza accurate, con zigrinature eseguite a laser nel modello più economico (Basic) ma sempre rifinite a mano all’interno dell’azienda stessa. Il disegno del calcio è diritto e molto semplice con un ottimo calciolo in gomma piena. L’imbracciatura dell’arma, nonostante la lunghezza totale superi il metro, è agile, ma avremmo preferito che permettesse, come tutte le nuove semiauto d’ultima generazione, la variazione del vantaggio e della piega. La SR1 viene ugualmente abbastanza bene alla spalla, grazie all’ottimo bilanciamento straordinariamente centrale. Come già anticipato con la recentissima uscita del modello Basic, dal costo contenuto, l’azienda ha voluto proporre ai cacciatori europei la risposta ad una crisi globale, in un momento in cui risulta fondamentale ogni piccolo vantaggio economico, ma senza incidere sulla qualità del prodotto. E’ stata eliminata la possibilità di sostituire la canna con un conseguente contenimento dei costi di produzione, ma questo accorgimento, a mio avviso, invece che sminuire le qualità dell’arma aumenta le prestazioni balistiche perché il sistema canna, carcassa, legni è più stabile e quindi più precisa. Anche l’estetica è stata leggermente rivista, resa più accattivante ed aggressiva rispetto ai modelli precedenti. Abbiamo provato una carabina SR1 versione Basic in calibro 8 x 57 JS sia in poligono sia sul  terreno di caccia con ottimi risultati. L’arma si è dimostrata precisa, affidabile e con un minimo di pratica anche maneggevole. L’espulsione dei bossoli è energica e l’automatismo velocissimo, fluido e quasi inavvertibile. La rampa da battuta è l’ideale per il tiro istintivo, ma inesorabilmente copre sempre una buona metà del selvatico mirato. Anche se la carabina risulta piuttosto piegata (come tutte le armi tedesche!) la collimazione tra la rampa e il mirino è facilmente allineabile, ma noi restiamo dell’idea che un congegno di mira alternativo, ottica o punto rosso, sia sempre da preferirsi. Il nostro giudizio finale non può essere che positivo, viste le prestazione dell’arma e soprattutto il rapporto qualità - prezzo. La SR1 ha tutte le carte in regola per competere con l’agguerrita concorrenza e sicuramente riscuoterà il successo che merita tra i cacciatori nostalgici fedeli al grande mito Merkel.

Marco Benecchi

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