ATC, cosa dice la legge
19 novembre 2010
Etica venatoria e sicurezza: riflessioni della FIDC
24 novembre 2010

La migrazione della beccaccia

La beccaccia appartiene a quelle specie di uccelli che sistematicamente in primavera ed in autunno compiono voli migratori alla ricerca di aree favorevoli alla riproduzione e allo svernamento.
La migrazione della beccaccia avviene di norma di notte, anche se sono state avvistate in pieno giorno (Garavini). Generalmente avviene in voli solitari o in piccoli gruppi di 4 – 6 soggetti, raramente in gruppi più grandi.
Le altezze e la velocità di volo varia molto a seconda delle condizioni metereologiche. Califano riferisce di beccacce avvistate a quote di 2500 metri, mentre piú ragionevolmente Garavini scrive di quote di poche centinaia di metri, ed in molti casi solo a pochi metri dal terreno.
Riguardo la velocità le stime sono intorno ai 50 – 60 Km orari. Normalmente le beccacce percorrono durante il volo migratorio distanze medie per notte intorno ai 300 Km restando in volo circa 6 – 8 ore ( Garavini).
Le beccacce migrano generalmente da Nord-est in direzione Sud-ovest, anche se molto dipende dalle zone di origine. In uno studio di Clausager del 1974 si evidenziava che la maggioranza delle beccacce provenienti dalle aree scandinave, specialmente quelle norvegesi, tendevano a spostarsi verso Ovest ovvero isole britanniche e Nord della Francia. Mentre sono le beccacce dell’Europa occidentale e quelle orientali a seguire direttrici migratorie con direzione a prevalenza Sud Sud-ovest.

Studi recenti (Fadat in Francia, Clausager in Danimarca, Spanò in Italia) hanno evidenziato che l’istinto migratorio è probabilmente maggiore nelle femmine che nei maschi, questo per quanto riguarda la migrazione autunnale, in primavera accadrebbe l’inverso.
Nella migrazione della beccaccia fattore di sicura evidenza è l’aspetto alimentare. Infatti le condizioni dello stato superficiale del terreno lo sviluppo della microfauna di cui si ciba, condizionano la permanenza della stessa in un determinato luogo. Essa infatti condizionata come è dal suo lungo becco, soffre molto la presenza di rigidità climatiche che le impediscono una corretta alimentazione (gelate).
Le masse di aria fredda tipiche della stagione autunnale rendono invivibili le latitudini di riproduzione, portano però i venti giusti per favorire i voli migratori. Infatti sono proprio i venti provenienti dai quadranti Est, Nord-est ad avere grande importanza per il raggiungimento dell’areale di svernamento. Inversamente in primavera quando sono i venti dai quadranti meridionali ad influenzare la risalita.
Sull’influenza delle fasi lunari i pareri sono stati spesso discordanti, ed anche se le notti senza luna sembrano essere preferite, sicuramente non sono determinanti al fine della migrazione.
Normalmente le beccacce evitano il mare aperto preferendo viaggiare lungo le coste, anche se esso viene attraversato in più punti senza problemi.
Fondamentalmente sono i bruschi abbassamenti di temperatura sotto lo zero a creare le condizioni ideali all’inizio degli spostamenti.
Ma la beccaccia non è solo uccello migratore, infatti ci sono contingenti di beccacce sedentarie. Questo accade nelle isole britanniche, nel nord della Francia, nelle isole atlantiche, ma anche nel Caucaso e in Ucraina.

Svernamento

Lo svernamento della beccaccia considerando l’aspetto sedentario molto presente e la possibile presenza di inverni piuttosto miti, comprende un areale molto vasto. Non considerando le beccacce stanziali delle Azzorre, Canarie e Madeira, lo svernamento avviene nelle isole britanniche Irlanda compresa, in Francia e nella penisola iberica. I contingenti che seguono tale direttrice migratoria possono giungere fino alle coste nord africane (Tunisia – Marocco).
Lo svernamento della beccaccia interessa l’Italia come noto in misura nettamente maggiore nelle regioni del centro- sud. Anche tale direttrice migratoria consentirebbe alle beccacce di giungere fino alle coste nord africane.
La beccaccia sverna anche nella penisola balcanica, in Grecia, in Turchia, sulle coste del mar Nero e del mar di Marmara, in Iran, Afghanistan, fino all’Arabia Saudita. Spostandosi più ad est in Romania, ed in tutta l’area meridionale dell’ex Unione Sovietica.
Altri quartieri di svernamento vanno dalla Mongolia fino alla penisola indiana, Pakistan, Nepal, Tailandia, Indonesia, Malesia e le isole giapponesi. (Spanò)

.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *