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Caccia grossa a Lula

Domenica 10 gennaio 2010, in compagnia del mio amico Dino, sono stato a caccia grossa in Alta Barbagia, nel caratteristico Paese di Lula, ospite della compagnia “Brancone”.
La squadra, fondata nel 1981 da un gruppetto di amici, per quattro anni contava pochi elementi, che, dal 1985 hanno deciso di “fare seriamente” e ampliare la compagnia che oggi è composta da 25 fucilieri e 6 battitori, quasi tutti Lulesi doc; gli unici “stranieri” sono i nuoresi Daniele e Maurizio Capello, Graziano (noto Ciano) e Luca Lai.
Allo stato attuale, delle dieci compagnie presenti a Lula quella di “Brancone” risulta la più prolifera degli ultimi dieci anni: pensate che da soli hanno catturato oltre 750 cinghiali. Nella stagione 2009/2010 ne hanno catturato ben 96, ma il record è stato raggiunto nel 2008/2009 con 104 prede incarnierate. I dati riportati sono frutto del lavoro paziente e minuzioso di Checco Sedda che in tutti questi anni ha riportato su un quaderno tutti i dati relativi alle giornate di caccia: data e luogo delle cacce, le condizioni meteorologiche di ogni giornata, il sesso delle prede catturate, il nome di chi ha abbattuto le prede, insomma un dossier vero e proprio, in cui l’unico dato che mi è stato “occultato” riguarda le “padelle”: Checco mi ha confidato che se rivelasse i nomi dei padellari rischierebbe grosso… In alternativa mi ha dato il nome di tutti i componenti: Boe Gianicola, Bonfante Alberto, Calia Gianluigi, Calia Giorgio, Calzedda Antonello, Capello Daniele, Capello Maurizio, Chessa Stefano, Cossu Francesco, Fancello Raimondo, Goddi Silvio, Guiso Giuseppe, Guiso Pietro, Lai Luca, Lai Luciano, Loi Giuseppe, Marongiu Francesco, Moreddu Antonello, Moreddu Gigi, Moreddu Giovanni, Moreddu Salvatore, Pici Gabriele, Pinna Angelo, Pinna Giovanni, Piras Gianpasquale, Piras Pietro, Piras Vito, Pisanu Gaspare, Scanu Francesco, Sedda Francesco (noto Checco), Serra Valentino.
La compagnia si avvale di due capocaccia: Salvatore Moreddu e Giuseppe Guiso, i quali sono spesso coadiuvati nell’assegnazione delle poste da Giorgio Calia e da Checco Sedda; molto importante è anche il lavoro di Gianpasquale Piras, che di professione fa il Veterinario e si sposta sempre con la sua valigetta da lavoro: in più di un’occasione ha dovuto suturare i cani feriti dai Cinghiali, e a nome di tutta la compagnia lo ringrazio per il suo prezioso contributo.
Un particolare che mi ha impressionato favorevolmente è la nutrita presenza dei giovani, che, come si dovrebbe fare dappertutto, iniziano ad andare a caccia facendo la gavetta, prima da collaboratori dei canai, quindi man mano che acquisiscono esperienza ricoprono i ruoli più importanti. Altra cosa curiosa è la regola che si sono posti i componenti della compagnia “Brancone”: tutti hanno l’obbligo di allevare almeno un cane, tant’è vero che gli ausiliari a disposizione sono oltre 100.
Ma torniamo alla giornata di domenica che come spesso accade è iniziata attorno a un grande falò aspettando l’alba: la prima caccia l’abbiamo fatta sul Montalbo, più precisamente sul costone di Punta Catarina (1127 m. di altezza), una battuta che grazie alla posizione permette di godersi lo spettacolo da qualsiasi punto. A differenza di altre zone, qua si usa chiudere le battute completamente: anche i canai sono sulla stessa linea dei fucilieri, e infatti salvo qualche rara eccezione nessuno entra nel bosco; loro compito è quello di sciogliere i cani e poi sistemarsi ai margini della battuta, e “forzare” il cinghiale cercando di spingerlo verso i fucilieri. Dalle 8,00 circa (orario in cui hanno sciolto i cani) fino a mezzogiorno, è stata una canizza continua: le quattro ore di caccia sono volate; tanta era l’attenzione e la speranza di poter sparare a qualche cinghiale che non mi sono reso conto del tempo che passava. Ho vissuto nuovamente l’emozione provata la prima volta nel mese di novembre 2009, nel sentire quei “piccoli grandi cani”, i Segugi dell’Appennino, ancora una volta ho visto all’opera dei cani instancabili e diligenti, di cui non posso esimermi dal tessere le lodi, regalandomi inoltre l’emozione di poter sparare e catturare un bel cinghiale.
Tornando alla caccia, dal punto di vista del carniere la giornata non è andata come si prevedeva: a sentire Giuseppe, tre Cinghiali catturati sono pochi; probabilmente la giornata particolarmente fredda e ventosa ha disturbato le poste, e molti animali sono usciti indenni dalla battuta. In tarda mattinata ci siamo fermati per il pranzo presso l’Agriturismo Nuraj gestito dai Fratelli Piras, che con grande sacrificio e passione stanno allestendo una bellissima struttura, dalle quale si può godere di un paesaggio mozzafiato: oltre al massiccio del Montalbo si può ammirare infatti una meravigliosa vegetazione.
Nel pomeriggio abbiamo fatto altre due cacce, “purtroppo” per le mie orecchie senza risultato: speravo di poter sentire ancora la canizza del “Segugio del Montalbo”… Pardon, del Segugio dell’Appennino o piccolo lepraiolo, come ama chiamarlo Giuseppe.
Al termine della giornata di caccia si rientra nella sede della compagnia “Brancone”, e arrivati in loco si procede subito alla macellazione, che prevede la scuoiatura dei Cinghiali, poi l’asportazione delle interiora e successivamente il taglio della testa, che a Lula, a differenza di altre realtà (compresa la mia) non interessa a nessuno. Le porzioni vengono tagliare ad occhio, quindi adagiate in una busta e sistemate sopra un tavolo; al momento di andar via ogni componente prende la propria porzione scegliendo a caso una delle buste.
La giornata si conclude consumando l’ottima cena preparata da Mario Chessa e Ciano, dove ho avuto modo di toccare con mano la bontà e l’ospitalità di questa splendida gente di montagna, che troppo spesso ha dovuto subire le angherie riportate dalle cronache di molti giornali, che hanno “sparato sul mucchio” dipingendo tutti allo stesso modo senza conoscerne i colori.
Un sincero saluto a tutti gli amici di Lula e ai lettori di Ass Venandi, sempre più numerosi!
Chi volesse contattarmi può scrivere una mail a marco.pisanu@libero.it oppure chiamarmi al 333 27 17 220.

Marco Efisio Pisanu
Presidente Reg. CPA Sport Sardegna

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