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Ars Venandi N.34 cartaceo
13 aprile 2016
Ars Venandi 33 formato digitale
13 aprile 2016
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Ars Venandi 34 formato digitale

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Si è appena conclusa la più strana e incerta stagione venatoria di sempre e il futuro che ci attende non è di certo roseo. Di fatto, chi ha la passione della caccia nel proprio DNA non si è certo annoiato, ma gli ostacoli che ogni anno si presentano sono sempre più seri.

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Descrizione
Si è appena conclusa la più strana e incerta stagione venatoria di sempre e il futuro che ci attende non è di certo roseo. Di fatto, chi ha la passione della caccia nel proprio DNA non si è certo annoiato, ma gli ostacoli che ogni anno si presentano sono sempre più seri.
L’apertura della caccia grossa di giovedì ha aumentato seppur di poco la pressione venatoria sul cinghiale, inoltre in tutto il mese di gennaio e forse più di altri anni, sono morti tantissimi cinghialetti, uccisi dai cani da caccia grossa. Viene naturale
pensare che la stagione riproduttiva sia stata anticipata (per chissà quale motivo) rispetto alla norma. A ciò si sommano quindi gli effetti del programma di de-popolamento intrapreso dall’Unità di Progetto per l’eradicazione della PSA e non resta che attendere la prossima stagione per capire se abbiamo intaccato il capitale.
Quella appena passata è stata una pessima annata per gli amanti del tordo, che sembra abbia trascurato la nostra Isola, mentre beccacce e colombacci si sono avvistati e cacciati in buon numero. Al di la del flusso migratorio, le date di chiusura per i turdidi e la beccaccia sono quantomai ridicole e una revisione dei KC appare indispensabile per aggiornare il calendario venatorio.
Sul fronte degli A.T.C., l’azione intrapresa dal governo regionale sembra imperturbabile e se tutto procede come da copione, a breve la Sardegna sarà frazionata in 17 Ambiti Territoriali di Caccia che cambieranno categoricamente le nostre abitudini.
Confidavamo nella proposta di legge presentata dall’On. Modesto Fenu che proponeva una gestione moderna del patrimonio faunistico in linea con le problematiche territoriali ma purtroppo non sempre i buoni progetti vanno in porto.
Recentemente è riapparso lo spauracchio “Parco del Gennargentu”, riesumato per dare una illusione di futuro economico alla nostra Isola. I parchi sono un business per le Associazioni ambientaliste e per il clientelismo politico. In Ogliastra abbiamo un importante esempio che ci dimostra che è possibile pianificare un corretto sfruttamento del nostro patrimonio naturalistico senza l’ausilio di farraginosi enti, senza quindi gettoni di presenza, rimborsi spese, privilegi vari che assorbono gran parte delle risorse economiche destinate alla gestione del Parco.
Il Parco del Gennargentu esiste di fatto: Codula di Luna, le cascate di Pirincanes e i tantissimi siti archeologici sono visitati da un importante numero di turisti. Il virtuoso Comune di Baunei ad esempio offre molteplici servizi al visitatore che viene accompagnato passo passo alla scoperta di un territorio di stupefacente bellezza impiegando un elevato numero di maestranze specializzate. Quello stesso territorio ad alta vocazione turistica è sfruttato durante la stagione invernale da un buon numero di cacciatori. Un ipotetico Parco vieterebbe di prelevare qualsiasi frutto della natura imponendo una cascata di vincoli inaccettabili.
A tal proposito è bene ricordare che la fauna selvatica è una risorsa rigenerabile, come rigenerabili sono le produzioni
vegetali, è quindi possibile prelevate gli interessi senza intaccare il capitale di un territorio che dobbiamo conservare e tutelare.
Caccia e turismo possono convivere pacificamente senza mai entrare in contrasto.
Vediamo il lato positivo delle cose: il 7% dei danni alle produzioni agricole è causato dal cervo sardo che ogni anno riconquista nuovi territori, la gestione attiva della specie sarà indispensabile.
Chi vivrà vedrà.
IN QUESTO NUMERO:
Colombacci di fine inverno; le giornate più difficili dell’anno – di Emanuele Farneti
ATC: sconfitta od opportumità? I tempi stringono e si fa sempre più imminente l’adozione del P.F.V.R. – di Robin Roverati
Attenti al passato per garantirci un futuro – di Paolo Sparvoli Pres. A.N.L.C.
Le quote rosa della cinofilia isolana; sempre più donne calcano i campi di gara delle prove di tipo S.Uberto – di Gianni Mulargia
Sa Balla Sola; la compagnia più numerosa si Seui – di Marco Loi
Ferma o seguita? I principali modi per cacciare il cinghiale raccontati da due specialisti del settore – di Marco – Loi
La costruzione di un lumiere; Le razze più votate per la caccia al cinghiale a singolo – di Bernardino Deiana
Gara di tiro a “La Crucca” dai 50 ai 300 metri con armi lunghe a canna rigata – di Alessandro Satta
Franchi Affinity Slug; lo specialista della caccia al cinghiale – di Tony Vitiello
Ottica Weaver Classic 1-3×20; uno strumento di qualità a prezzi accessibili – di Marco Loi
Power Bore, una questione di efficacia; le rinomate canne di casa Bonelli – a cura della redazione
Isuzu D-Max double cab; il pick up nipponico a prezzi accessibili – di Bruno Martis, Brandolini auto
Istimentos, a caccia con eleganza; l’azienda samughese che veste il cacciatore moderno – a cura della redazione
Checco Zalone ha scelto Argo
Aku Berbeghe GTX
La famiglia Fogarizzu di Pattada; una colonna portante della coltelleria sarda – di Alfredo Rubattu
Caccia e turismo – di Vincenzo Carta e Salvatore Ferrandu
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